Giano Bifronte

 

Giano Bifronte

La stanza dedicata al Giano Bifronte, ospita una delle più antiche divinità romane, raccontando il mito di questo “Dio dei Passaggi”, conosciuto nella tradizione come un busto a due volti che guardano in direzioni opposte. 
Considerato dai romani come l’antico Dio degli Inizi, secondo la leggenda, Giano era il mitico sovrano dell'età dell'oro, portatore della civiltà e delle leggi fra i popoli primitivi del Lazio. Come rivela il nome latino, Giano (Ianus), è il dio del passaggio che si compie, in origine, attraverso una porta (Ianua); in particolare è il dio degli inizi di un'attività umana o naturale, oppure di un periodo. Proprio per questo motivo era rappresentato come un busto con due volti (erma bifronte) che guardano in direzioni opposte, che stavano a significare l'inizio e la fine, l'entrata e l'uscita, l'interno e l'esterno. 
Per i Romani, pertanto, la chiusura delle porte del Tempio di Giano aveva un valore simbolico: iniziava una nuova età di pace. In molte altre occasioni Giano, come dio protettore del passaggio e degli inizi, veniva invocato e celebrato, soprattutto a livello popolare: per la semina e le attività agricole, per gli affari pubblici e i commerci privati.
Era ricordato in ogni preghiera al primo posto. A Giano era dedicato non solo il primo giorno di ogni mese, ma addirittura il primo mese dell'anno: gennaio (ianuarius). La sua festa era celebrata a metà agosto, insieme a quella di Portuno, divinità protettrice dei porti, dunque dell'uscita e dell'ingresso marittimi e fluviali. La sua dimora era il colle del Gianicolo, che in latino significa appunto "luogo abitato da Giano".
Da qui il dio, che secondo altre versioni era un antichissimo sovrano divinizzato dopo la morte, avrebbe regnato sui primitivi abitanti del Lazio insegnando loro le arti della navigazione e della coltivazione della terra, nonché i costumi del vivere civile e il rispetto della legge.